un pò per deformazione personale (chi di voi sa cosa faccio nella vita per lavoro può ben capire che giornate sono per me il 7 e l'8 marzo) mi sento di dire due parole anch'io sull'8 marzo.
il capitalismo della moderna società ci porta a sterminare tutte le "buone cause" per lasciar spazio soltanto a branchi di pecore che si smuovoo senza senso.
cosa possiamo fare noi? portare un pò di luce, di informazione, proprio li dove manca e cioé tra i giovani e i giovanissimi, nelle scuole, nelle piazze, nei posti di lavoro.
la donna ha diritto non di essere festeggiata ma di essere rispettata per quello che è, e cioé per l'esatta metà del mondo umano, al pari dell'uomo. io non sono per i festeggiamenti pro donna, io sono per le lotte pro dignità!
si festeggia la giornata internazionale della donna (non festa della donna come è comunemente chiamata) perché la società negli ultimi secoli ha preso paura per la forza della donna e ha provato (e purtroppo in molti casi ci prova ancora) a sottometterle.
le origini di questa giornata sono controverse, la tesi che va per la maggiore è che si è preso come simbolo la strage delle 129 donne bruciate vive per poter così fare breccia nei cuori, ma devo dirvi che la data è incerta. in quegli anni purtroppo stava diventando consuetudine chiudere le fabbriche dove le donne, sopratutto nel settore tessile, manifestavano per i diritti. e qualche volta ci scappava l'incendio (colposo?). però è più che altro un insieme di date, di eventi, di lotte e di conquiste che viene riportato in questa "semplice" data di cui quest'anno cade il centenario.
pare che in italia è stata presa l'abitudine della mimosa perché nelle lotte delle donne italiane successive al dopo guerra (aborto, diritto al voto, ecc ecc) decisero di scendere in strada identificandosi, e dato il periodo la mimosa (fiore a bassissimo costo) era l'ideale.
per tanti anni poi si sono succeduti (non dico in sordina, ma quasi) eventi sponsorizzati dai sindacati che in questa giornata venivano "raccontati", riassunti, ma il lavoro era ed è continuo, di tutti i giorni, proprio per commemorare e per portare avanti il cambiamento di cultura.
negli ultimi anni è stata associata al commercio, all'andare a ballare, al "festeggiare", ma cmq ha in se un valore molto forte.
anche per questi motivi, da qualche anno il patronato per cui lavoro il 7 marzo il premio "non solo mimose" che nel 2005, ad esempio, ha premiato Margherita Hack.
oggi sono state premiate una madre e una moglie che hanno perso i loro cari per due incidenti sul lavoro e che prese dal loro dolore hanno cominciato a fare della sicurezza sul lavoro il loro impegno quotidiano.
scusate se sono stato così prolisso, ma tutto questo era per dire che noi tutti (donne e uomini insieme) dobbiamo ricordarci di migliorare questa società giorno dopo giorno. basando sul rispetto e sulla dignità i nostri comportamenti.
una mimosa, una rosa, un bacio, un raggio di sole. tutto per ricordare le donne che sono morte, quelle che sono state maltrattate, quelle che vengono maltrattate ancora oggi.
a voi, a noi, per i diritti.